Che cosa lega una fuga di Bach a un brano dei King Crimson? Nel programma proposto da Giuseppe Andaloro, la distanza fra questi mondi diventa una questione da esplorare attraverso l’ascolto. Il percorso mette in relazione opere nelle quali l’intreccio delle parti ha un ruolo decisivo, prima di spostare l’attenzione verso il colore e approdare alla forza ritmica del progressive rock e del jazz.
La Fantasia cromatica e fuga contiene già il punto di partenza di questa ricerca. Bach affianca alla scrittura libera della Fantasia, attraversata da gesti quasi improvvisativi, una Fuga in cui il tema passa da una voce all’altra. Il Prelude and Fugue in E-flat minor di Gulda riprende nel Novecento quella stessa organizzazione: il suo accostamento a Bach permette di riconoscere la persistenza di una forma attraverso il cambiamento del linguaggio musicale. La presenza di Gulda, nella cui attività il jazz ebbe un ruolo importante, prepara inoltre un legame con Kapustin, posto alla conclusione del recital.
Con La Frescobalda, il programma introduce un altro modo di sviluppare un’idea: la variazione. L’aria resta riconoscibile mentre la scrittura ne modifica il profilo. Questo ritorno al Seicento interrompe deliberatamente la cronologia e porta l’ascolto su una domanda diversa: quanto può cambiare una melodia conservando la propria identità?
Da qui, il passaggio a Un reflet dans le vent e Jeux d’eau conduce verso pagine in cui il movimento delle figurazioni contribuisce alla qualità stessa del suono. Il riflesso evocato da Messiaen e l’acqua di Ravel offrono due immagini per avvicinarsi a una musica che richiede di ascoltare anche ciò che circonda la melodia: risonanze, densità, rapporti fra registri. È il momento del programma in cui la tastiera acquista profondità attraverso il colore.
L’ingresso degli Emerson, Lake & Palmer e dei King Crimson cambia il peso del ritmo e apre il problema della trascrizione. The Endless Enigma e Frame by Frame sono nati per una band: trasferirli al pianoforte significa ricondurre a un solo strumento parti concepite per esecutori diversi. Gli arrangiamenti annunciati da Andaloro costituiscono il punto più personale del progetto; senza anticiparne le soluzioni, il loro inserimento invita a seguire come l’intreccio strumentale possa trovare una nuova configurazione sulla tastiera.
È qui che il richiamo a Bach acquista senso. Le figure sovrapposte di Frame by Frame permettono di tornare alla questione delle linee indipendenti incontrata nella Fuga, ora dentro un diverso sistema di accenti e ripetizioni. Il collegamento riguarda un problema concreto della composizione: rendere percepibili più parti contemporaneamente, facendo nascere dalla loro combinazione il movimento dell’insieme.
Gli ultimi quattro Studi da concerto di Kapustin portano questo percorso dentro una scrittura originariamente pianistica. Il linguaggio del jazz è fissato nella partitura, ma conserva l’impulso di una musica che sembra prendere forma nell’istante. Quella libertà apparente, incontrata nella Fantasia iniziale, ritorna così alla fine del recital con un’altra fisionomia. Il Prestissimo dell’ultimo studio conclude il viaggio nel punto in cui l’esattezza della scrittura deve tradursi in slancio.
Il concerto inaugura la rassegna ITALIA IN MUSICA: Grandi interpreti italiani a Shanghai (2026–2029), promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai per presentare al pubblico locale alcuni dei protagonisti del concertismo italiano contemporaneo. Nel corso di tre anni, il progetto porterà a Shanghai solisti affermati, giovani talenti e formazioni cameristiche, offrendo occasioni di incontro e dialogo attraverso la musica.
L’artista
Giuseppe Andaloro è tra i pianisti italiani più apprezzati della sua generazione. Vincitore di concorsi internazionali come il Busoni di Bolzano e i concorsi di Hong Kong, Sendai, Porto e Londra, nel 2005 ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali un riconoscimento per meriti artistici. Si è esibito alla Scala di Milano, alla Royal Festival Hall di Londra e alla Sumida Triphony Hall di Tokyo, sotto la direzione di maestri come Vladimir Ashkenazy e Gianandrea Noseda. Ha collaborato con artisti come Sarah Chang, Stefano Bollani e John Malkovich, e ha inciso per Warner, Sony, Naxos, Brilliant e BAM.
Le date
20 ottobre, 19:00 | Nantong University Concert Hall
21 ottobre, 19:00 | Zhejiang Conservatory of Music, Hangzhou
Programma Musicale (Articolato in 3 Atti)
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- ATTO I: Il Rigore e la Genesi
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- J.S. Bach / G. Andaloro: Fantasia Cromatica e Fuga in Re minore, BWV 903 [12:00]
- Friedrich Gulda: Prelude and Fugue in E-flat minor (1965, cadenza G. Andaloro) [5:00]
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- ATTO II: L’Illusione e il Colore
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- G. Frescobaldi / G. Andaloro: Aria con variazioni detta “La Frescobalda” [7:00]
- O. Messiaen: Preludio No. 8 “Un reflet dans le vent” [5:00]
- M. Ravel: Jeux d’eau [6:00]
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- ATTO III: La Rivoluzione Moderna e il Ritmo
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- Emerson, Lake & Palmer: “The Endless Enigma” (dall’album Trilogy, 1972 – arr. per pianoforte solo di G. Andaloro) [8:00]
- King Crimson: “Frame by Frame” (dall’album Discipline, 1981 – arr. per pianoforte solo di G. Andaloro) [7:00]
- Nikolai Kapustin: Eight Concert Etudes, Op. 40 (1984) – Selezione:
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- V. Raillery. Vivace
- VI. Pastorale. Allegro moderato
- VII. Intermezzo. Allegretto
- VIII. Final. Prestissimo [10:00]
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