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Gio Ponti e Lina Bo Bardi: quando il design diventa uno strumento per cambiare la società

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Come nasce un’idea capace di lasciare il segno nella storia del design? A volte tutto parte da un incontro. È il caso di Lina Bo Bardi e Gio Ponti, due figure che hanno rivoluzionato il modo di pensare l’architettura, il design e il loro ruolo nella società.

Di questa intesa creativa parlerà il curatore e critico del design Marco Sammicheli durante la conferenza A Decisive Encounter: Gio Ponti, Lina Bo Bardi, and Design as a Civic Instrument, in programma il 22 ottobre, co-organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai e dal Power Station of Art.

Prima di diventare brasiliana, Lina Bo Bardi era profondamente milanese. Arrivò a Milano nel 1940, in una città già segnata dalle tensioni della modernità e dalla guerra, e trovò nell’architettura, nel design e nell’editoria un modo per confrontarsi con il proprio tempo. L’incontro con Gio Ponti fu decisivo.

Insieme a lui e a Carlo Pagani, collaborò alle riviste Stile e Domus e, nel 1943, ne divenne vicedirettrice. Per Lina, la rivista non era semplicemente un luogo in cui scrivere di architettura, ma una vera e propria macchina culturale, capace di mettere in relazione oggetti, case, città e società.

Durante la guerra attraversò un’Italia ferita, documentando ciò che resisteva alla distruzione e immaginando ciò che avrebbe potuto nascere dalle macerie. Il suo stesso studio di Via del Gesù, a Milano, fu distrutto dai bombardamenti. Nel 1946 partì per il Brasile insieme a Pietro Maria Bardi.

Eppure Milano non scomparve con la sua partenza. Continuò a vivere nella sua idea del design come strumento civile, nella curiosità verso la vita quotidiana e nella convinzione che l’editoria potesse essere uno spazio di dialogo e confronto. E Domus, a sua volta, continuò a seguirne il percorso, osservando da lontano la trasformazione di quella giovane architetta milanese nella Lina Bo Bardi che avrebbe ridefinito il rapporto tra architettura, società e cultura.

 

Relatore

Marco Sammicheli è curatore e critico del design. Dal 2020 al 2026 è stato Direttore del Museo del Design Italiano della Triennale di Milano. Dal 2018 al 2026 ha inoltre ricoperto il ruolo di delegato ufficiale della Triennale di Milano presso il Bureau International des Expositions (BIE) di Parigi.

Ha curato mostre per istituzioni e gallerie quali il Power Station of Art di Shanghai, il Centro Culturale della FIESP di San Paolo, il Museo del Novecento di Milano, l’Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen e il Design Museum Den Bosch di ’s-Hertogenbosch. Ha partecipato alla 14ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nel 2014 e alla Biennale del Design di Lubiana nel 2022. Nel 2023 ha curato il Padiglione Italia alla London Design Biennale.

Collaboratore di Il Sole 24 Ore e di Interni, Sammicheli ha pubblicato monografie e saggi dedicati ad architetti e designer come Zaha Hadid, Ettore Sottsass, Carlo Mollino, Alberto Meda, Martino Gamper, Estúdio Campana e Inga Sempé, tra gli altri.

Attualmente è visiting professor presso il Norman Foster Institute di Madrid e l’ISIA di Firenze.

 

Informazioni

Conferenza: A Decisive Encounter: Gio Ponti, Lina Bo Bardi, and Design as a Civic Instrument

Data: 22 ottobre 2026, ore 19:00-21:00

Luogo: Power Station of Art, Theatre, Espace Gabrielle Chanel (3F)

Relatore: Marco Sammicheli

Lingua: inglese e cinese con interpretazione consecutiva

Ingresso: gratuito su prenotazione (scansionare il QR code nella locandina)