L’architettura nasce dal dialogo tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Ogni edificio racconta un’epoca attraverso i materiali scelti, le tecniche costruttive e il modo in cui gli spazi prendono forma, rivelando il legame tra ciò che abbiamo a disposizione e il modo in cui scegliamo di abitare il mondo. Oggi, di fronte alle sfide ambientali e alla necessità di preservare le risorse del pianeta, ripensare il modo di costruire significa anche immaginare nuove forme di convivenza con l’ambiente.
La sezione Architettura della mostra Tools for After accompagna il visitatore in un percorso attraverso le nuove frontiere della ricerca architettonica: dai materiali naturali alle biotecnologie, dalle tecniche costruttive tradizionali alle infrastrutture contemporanee, fino agli insediamenti sulla Luna e su Marte.
Bambù, canna gigante, terra cruda e paglia, impiegati da secoli in diverse culture, tornano al centro della sperimentazione architettonica grazie a nuove tecniche e conoscenze. Parallelamente, la biotecnologia apre scenari inediti, con materiali di origine biologica e processi naturali che ampliano le possibilità del progetto.
La ricerca si estende anche alle infrastrutture e ai sistemi di mobilità, dove architettura, energia e tecnologia ridisegnano gli spazi della vita collettiva. Lo sguardo si spinge infine oltre i confini terrestri, verso la Luna e Marte, dove immaginare nuovi habitat significa trovare soluzioni per vivere in condizioni ambientali estreme.
Dalla terra cruda alle abitazioni extraterrestri emerge così un’architettura capace di guardare lontano senza perdere il legame con le proprie origini: un laboratorio di idee in cui tradizione, ricerca e sperimentazione aprono nuove strade per abitare il futuro.
Le sezioni Architettura e Scienza inaugurano la mostra Tools for After, concepita da Angelo Gioè e curata da Maurizio Corrado, in programma al West Bund Museum dal 10 novembre 2026 al 4 gennaio 2027. La mostra è realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai e con il supporto del Consolato Generale d’Italia a Shanghai.