L’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai è lieto di annunciare l’incontro Identity, Theatre and Reality in Contemporary Moving Images insieme alla presentazione del catalogo dell’omonima mostra (Un)masked. Sino-Italian Contemporary Photography Exhibition, in programma il 1° agosto 2026 presso lo Shanghai Duolun Museum of Modern Art. L’evento, organizzato dallo stesso Museo con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, si svolge a conclusione del progetto espositivo.
La mostra (Un)masked. Sino-Italian Contemporary Photography Exhibition riunisce oltre cento opere di dieci artisti, cinque italiani e cinque cinesi. La “maschera” rappresenta il filo conduttore che guida il pubblico alla scoperta del concetto di “identità”, nel sottile equilibrio tra realtà e apparenza, attraverso una pluralità di linguaggi, dalla fotografia alle installazioni video, fino alle immagini generate dall’intelligenza artificiale.
Ultimo appuntamento della serie di dialoghi sino-italiani organizzati nel contesto della mostra, l’incontro Identity, Theatre and Reality in Contemporary Moving Images, ripercorre i temi centrali dell’esposizione e presenta il catalogo (Un)masked. Sino-Italian Contemporary Photography Exhibition. Durante l’evento intervengono i curatori Zeng Yulan, Direttrice dello Shanghai Duolun Museum of Modern Art, e Francesco D’Arelli, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, insieme ad alcuni degli artisti presenti in mostra, tra cui Maleonn (in collegamento online), Guido Harari e Giovanni Capriotti (attraverso un video messaggio).
In un’epoca dominata da filtri e identità digitali, il dialogo invita a riflettere sul ruolo dell’immagine contemporanea nella percezione del concetto di “identità”, esplorando il modo in cui essa oggi ridefinisce il confine tra autenticità e apparenza.
Francesco D’Arelli
Ha ottenuto il dottorato di ricerca in Studi Orientali presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, ha studiato all’Istituto Sinologico di Leiden e all’Università Cattolica di Louvain. Ha insegnato all’Università Ca’ Foscari di Venezia e all’Università degli Studi Internazionali di Roma. Ha diretto la biblioteca e le attività editoriali dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (2002-2011) ed è attaché culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) dal 2012. È autore di numerose pubblicazioni sugli scambi culturali tra Italia e Cina nei secoli XVII-XVIII e di oltre cinquanta voci sulla filosofia cinese del Dizionario Filosofico Treccani. Da febbraio 2016 a giugno 2021, è stato Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Montreal (MAECI) e da luglio 2021 ricopre il ruolo di Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai (MAECI). Ha, inoltre, curato prestigiose mostre internazionali dedicate all’arte, alla storia e alla cultura tra Italia e Cina.
Zeng Yulan
Direttrice del Shanghai Duolun Museum of Modern Art e vicepresidente della Shanghai Art Museum Association, possiede ampia esperienza nella progettazione culturale e nella gestione di istituzioni artistiche pubbliche. Impegnata nella creazione di spazi d’arte senza scopo di lucro, ha promosso l’Annual of Chinese Contemporary Photography and Video Arts e ottenuto per cinque anni consecutivi finanziamenti dal Shanghai Cultural Development Fund. Dal 2007 ha curato quasi cento progetti e numerosi forum internazionali. I suoi articoli sono stati pubblicati su riviste specializzate, tra cui Art Review, Art Museum e Art China e ha pubblicato opere come Centennial Artist e The Way of Authenticity.
Maleonn
Nato a Shanghai nel 1972 e cresciuto in un contesto familiare legato al teatro, Maleonn ha ricevuto una formazione artistica fin dall’età di dodici anni e si è laureato in Graphic Design presso la Fine Arts College of Shanghai University. Fotografo, regista teatrale e art director, è tra i principali esponenti della fotografia concettuale cinese, autore di opere che esplorano psicologia, identità culturale e immaginario spirituale attraverso media diversi, dalla fotografia al teatro di figura. Dopo esperienze nel cinema pubblicitario, dal 2003 ha esposto in oltre cinquanta mostre internazionali. Nel 2012 ha creato il progetto itinerante Studio Mobile, coinvolgendo più di 1.600 famiglie. Autore di saggi e monografie, ha realizzato anche opere di teatro di figura, tra cui Dad’s Time Machine, prima opera teatrale cinese a essere selezionata per il Congresso dell’International Society for the Performing Arts (ISPA).
Guido Harari
Ispirato dai grandi fotografi di rock e jazz degli anni Cinquanta e Sessanta, Guido Harari si è affermato nei primi Settanta come fotografo e giornalista musicale. Ha realizzato fotografie per le copertine degli album di artisti come Bob Dylan, Paul McCartney, Lou Reed, Andrea Bocelli, Fabrizio De André e Vasco Rossi. Nel tempo si è dedicato anche al reportage, al ritratto istituzionale, alla pubblicità e alla moda, collaborando con le maggiori testate italiane e internazionali. Nel 2011 ha lanciato ad Alba, dove risiede da anni, Wall of Sound Gallery, una galleria fotografica dedicata all’immaginario della musica, a cui si è presto aggiunta Wall of Sound Editions, casa editrice di cataloghi e libri in tiratura limitata.
Giovanni Capriotti
Nato a Roma e residente in Canada, Giovanni Capriotti è specializzato in esplorazioni documentaristiche di lunga durata che esaminano come il tempo e l’inevitabilità del compromesso plasmino la storia e la condizione umana nonché individui, comunità e culture. Attraverso l’integrazione della fotografia, immagini in movimento, audio, prosa esperienziale e testimonianze personali, cerca to approfondire la sua comprensione di questioni di peso globale e il ruolo della pratica documentaristica mondiale. Con un Master of Fine Arts in Documentary Media presso la Toronto Metropolitan University, gestisce workshop di fotografia e insegna fotogiornalismo. Vincitore, oltre a numerosi premi internazionali, del World Press Photo (2017).