L’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai è lieto di presentare la mostra fotografica Anacronismi a Specchio, che si svolge dall’8 giugno al 30 agosto 2026 presso lo Hanshan Art Museum – Shide Art Space (Suzhou Shishan Grand Theater 1F-T5) a Suzhou. La mostra, organizzata dallo Hanshan Art Museum con il supporto dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai e SND Cultural and Sports Centre, prevede una ricca esposizione delle fotografie di Olivo Barbieri e Andrea Cavazzuti.
Si tratta della terza mostra in Cina dei due artisti, celebrativa del 55esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, dopo la prima edizione di Anacronismi a Specchio svoltasi a Pechino tra gennaio e marzo 2026 e la seconda a Hohhot in Mongolia Interna nei mesi di aprile e maggio 2026.
Attraverso l’uso di parallelismi tra le due culture, nelle loro fotografie gli artisti evidenziano affinità e divergenze in scenari di vita quotidiana: nell’opera Suzhou 1989 / Finale Emilia (Modena) 1982 di Barbieri si trovano similitudini nel soggetto delle fotografie, come i luoghi di ristoro ed i loro clienti, e differenze individuabili nell’abbigliamento degli avventori, eleganti completi nel caso italiano e modeste stoffe blu e grigie in quello cinese. Similmente, in Shanghai 1982 / San Benedetto Po (Mantova) 1978 Cavazzuti raffigura un altro parallelismo tra Italia e Cina: l’abitudine degli anziani di sedere di fronte alla porta di casa.
La mostra si propone come punto d’incontro di inestimabile valore tra la cultura cinese e quella italiana, uno “specchio”, appunto, che permette a due culture di apprezzare le reciproche somiglianze, abbattendo limiti spaziali e temporali ed incarnando lo spirito di collaborazione tra i due paesi.
Olivo Barbieri
Olivo Barbieri (1954) si interessa di fotografia sin dagli anni ’70. Nel 1989, si reca per la prima volta in Cina. È noto per le immagini che destabilizzano la percezione del rapporto tra l’architettura e l’urbanistica. Le fotografie aeree del progetto site specific_, in corso dal 2003, restituiscono con la tecnica della messa a fuoco selettiva brani dell’immagine del reale in modelli in scala simili a quelli che si vedevano ovunque nei decenni del boom edilizio cinese. Rivolgendo contemporaneamente lo sguardo a luoghi considerati naturali, continua a sfidare le certezze visive preconcette con il mutare dei rapporti dimensionali e con l’appropriazione di linguaggi non comunemente fotografici, come ad esempio l’introduzione delle partiture di colore. Protagonista di numerose mostre personali e collettive, tra cui le due retrospettive al Museo Folkwang di Essen (1996) e al MAXXI di Roma (2015), e di una sessantina di pubblicazioni monografiche, sue opere sono collezionate dai più prestigiosi musei del mondo tra i quali il MoMA di New York e il SFMoMA di San Francisco. Nel 2025, le Gallerie d’Italia – uno spazio di Torino dedicato ai grandi autori della fotografia – gli dedica una mostra personale sulla Cina dal titolo Spazi altri.
Andrea Cavazzuti
Andrea Cavazzuti (1959), nato a Carpi (MO), inizia a fotografare dalle scuole medie. Negli anni ’80 si laurea in Lingua e Letteratura Cinese e inizia la sua vita in Cina che continua tutt’oggi. Nel 1984 ha la fortuna di essere uno dei fotografi, il più giovane, del leggendario progetto Viaggio in Italia di Luigi Ghirri. Negli stessi anni completa il suo primo lavoro fotografico B&N in Cina, che verrà pubblicato però solo nel 2021 col titolo Riposo! – Cina 1981-84. Di seguito continua a fotografare a colori, fino al 1994, anno in cui comincia a lavorare in video. Da allora ha realizzato molti documentari tra cui 5+5, Kounellis a Pechino e Fictional Kids, speciali per la televisione tra cui RAI, RTS e Arte’, installazioni video per mostre e per il teatro tra cui Richard III, New Tales Retold e Il lago dei cigni e lavorato a film come Perpetual Motion, Follow, follow e altri. Le immagini di Cavazzuti sono dirette ed empatiche, come suggerito dal titolo della sua retrospettiva del 2023 presso l’One Art Museum di Pechino: Pingshi – At eye level. Nel 2025 pubblica una raccolta di scritti brevi in cinese in un libro dal titolo Qihuhu de xiaocidian (Dizionarietto Scoppiettante).